Il bicameralismo imperfetto è un sistema parlamentare in cui le due camere che compongono il Parlamento hanno funzioni e poteri differenti, non pienamente paritari. In questo modello, una camera svolge un ruolo prevalente nel processo legislativo e nel rapporto di fiducia con il Governo, mentre l’altra esercita competenze più limitate o specializzate.
A differenza del bicameralismo perfetto, le leggi non richiedono sempre l’approvazione identica di entrambe le camere. In molti ordinamenti, la camera “secondaria” può intervenire solo su determinate materie, proporre modifiche non vincolanti oppure svolgere funzioni di revisione, rappresentanza territoriale o controllo.
Nel bicameralismo imperfetto, la distribuzione dei compiti può prevedere:
- una sola camera titolare del rapporto di fiducia con il Governo;
- tempi e modalità diverse di esame delle leggi tra le due camere;
- competenze differenziate in base alle materie trattate;
- un ruolo di raccordo tra Stato centrale e autonomie territoriali.
Questo modello è adottato in molti sistemi democratici perché consente di rendere più rapido il procedimento legislativo, mantenendo al contempo una seconda camera con funzioni di bilanciamento e approfondimento. In Italia, il bicameralismo imperfetto è stato più volte proposto come ipotesi di riforma costituzionale, senza però essere attualmente in vigore.
(Fonti: manuali di diritto costituzionale comparato; studi sul parlamentarismo.)
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