La riforma costituzionale è il procedimento attraverso il quale vengono modificati o integrati uno o più articoli della Costituzione. Si tratta di un processo distinto e più rigoroso rispetto all’approvazione delle leggi ordinarie, poiché incide sui principi fondamentali e sull’assetto istituzionale dello Stato.
In Italia, la riforma costituzionale segue una procedura specifica prevista dalla Costituzione. Le modifiche devono essere approvate da ciascuna Camera con due votazioni successive, a distanza di almeno tre mesi l’una dall’altra. Se nella seconda votazione non viene raggiunta una maggioranza qualificata, la riforma può essere sottoposta a referendum costituzionale.
Il procedimento di riforma costituzionale prevede:
- l’iniziativa legislativa secondo le forme previste;
- il doppio esame e voto da parte delle Camere;
- l’eventuale intervento del corpo elettorale tramite referendum;
- la promulgazione e l’entrata in vigore della modifica.
Le riforme costituzionali possono riguardare l’organizzazione dei poteri dello Stato, i diritti e i doveri dei cittadini o il funzionamento delle istituzioni. Esse rappresentano strumenti di adeguamento dell’ordinamento ai mutamenti sociali e politici, mantenendo al tempo stesso la stabilità del sistema costituzionale.
(Fonti: Costituzione della Repubblica italiana, artt. 138 e 139.)
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