Il collegio uninominale è una suddivisione territoriale utilizzata nei sistemi elettorali in cui viene eletto un solo rappresentante per ciascun collegio.
In questo sistema, ogni partito o gruppo politico presenta un unico candidato, e risulta eletto quello che ottiene il maggior numero di voti nel collegio di riferimento.
Il collegio uninominale è tipico dei sistemi maggioritari, ma può essere combinato anche con sistemi misti, dove una parte dei seggi è assegnata con metodo proporzionale.
Questo modello punta a rafforzare il legame tra eletto e territorio, poiché ciascun candidato rappresenta direttamente gli elettori del proprio collegio.
Le principali caratteristiche del collegio uninominale sono:
- Un solo seggio disponibile per ciascun collegio;
- Elezione del candidato con più voti, anche senza maggioranza assoluta;
- Maggiore personalizzazione del voto e responsabilità diretta dell’eletto verso gli elettori.
In Italia, i collegi uninominali sono stati introdotti in forma stabile con la legge elettorale n. 165 del 2017 (Rosatellum), che combina una quota di seggi assegnati con metodo maggioritario uninominale e una quota con metodo proporzionale.
(Fonti: Legge 3 novembre 2017, n. 165 – “Rosatellum”; Ministero dell’Interno, Elezioni Politiche 2018: Guida ai collegi uninominali.)
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