Il voto diretto è una modalità di voto in cui gli elettori esprimono direttamente la propria scelta per un candidato, una lista o una proposta, senza intermediari. Il risultato della votazione deriva immediatamente dai voti espressi dal corpo elettorale.
Questo tipo di voto si contrappone al voto indiretto, nel quale gli elettori scelgono dei delegati o grandi elettori che, a loro volta, eleggono i titolari delle cariche. Nel voto diretto, invece, il legame tra elettore ed esito della consultazione è immediato.
Il voto diretto è utilizzato in molti contesti, tra cui:
- elezioni politiche e amministrative;
- referendum e consultazioni popolari;
- elezioni interne ad associazioni, enti o organizzazioni;
- processi decisionali partecipativi.
Le caratteristiche principali del voto diretto includono:
- partecipazione immediata degli aventi diritto;
- assenza di livelli intermedi di decisione;
- maggiore chiarezza nel rapporto tra voto espresso e risultato.
Il voto diretto è considerato una forma centrale di partecipazione democratica, poiché consente ai cittadini di incidere in modo immediato sulla scelta dei rappresentanti o sulle decisioni collettive. Le modalità di esercizio del voto diretto sono disciplinate dalla legge o dai regolamenti applicabili, nel rispetto dei principi di libertà, uguaglianza e segretezza del voto.
(Fonti: Costituzione italiana; legislazione elettorale; statuti e regolamenti interni.)
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