Il voto di preferenza è una modalità di voto che consente all’elettore di indicare uno o più candidati specifici all’interno di una lista, esprimendo così una scelta personale oltre al consenso per la lista stessa. In questo modo, l’elettore può incidere direttamente sull’ordine di elezione dei candidati.
Il voto di preferenza è utilizzato in diversi sistemi elettorali, in particolare in quelli proporzionali, e può essere previsto anche in ambito associativo, organizzativo o istituzionale. Le regole che ne disciplinano l’uso variano in base alla normativa o al regolamento applicabile.
Il voto di preferenza può prevedere:
- l’espressione di una o più preferenze;
- limiti al numero massimo di preferenze esprimibili;
- criteri specifici di validità del voto;
- modalità di conteggio che incidono sull’assegnazione dei seggi.
Attraverso il voto di preferenza, la scelta dell’elettore non si limita al gruppo o alla lista, ma valorizza anche le singole persone candidate. Questo meccanismo rafforza il legame tra elettori ed eletti e introduce un elemento di selezione interna alle liste.
In assenza di voto di preferenza, l’ordine di elezione dei candidati è stabilito esclusivamente dall’ordine di presentazione nella lista. Il voto di preferenza rappresenta quindi uno strumento che amplia le possibilità di scelta dell’elettore all’interno del sistema elettorale.
(Fonti: legislazione elettorale; studi sui sistemi di voto e rappresentanza.)
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