Il bilancio partecipativo è uno strumento di democrazia partecipativa che consente ai cittadini di intervenire direttamente nel processo di definizione e destinazione di una parte delle risorse economiche di un ente pubblico, in particolare dei comuni. Attraverso procedure strutturate, i cittadini possono proporre idee, discutere priorità e contribuire alle decisioni su come impiegare fondi pubblici.
Il bilancio partecipativo si sviluppa generalmente in più fasi, che possono includere:
- informazione e coinvolgimento della cittadinanza;
- raccolta di proposte e progetti;
- valutazione tecnica e di fattibilità da parte dell’ente;
- votazione o selezione delle proposte;
- attuazione e monitoraggio degli interventi approvati.
Questo strumento ha l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini, aumentando la trasparenza delle scelte di spesa e promuovendo una maggiore responsabilizzazione collettiva. Il bilancio partecipativo favorisce inoltre l’inclusione sociale, poiché offre spazi di confronto aperti anche a soggetti tradizionalmente meno coinvolti nei processi decisionali.
In Italia, il bilancio partecipativo non è obbligatorio, ma è adottato su base volontaria da numerosi enti locali, spesso attraverso regolamenti comunali dedicati. La sua diffusione è considerata una buona pratica amministrativa, in linea con i principi di partecipazione, sussidiarietà e buon andamento della pubblica amministrazione.
(Fonti: regolamenti comunali sul bilancio partecipativo; studi su democrazia partecipativa e amministrazione locale.)
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